“SUI PASSI D’ANNIBALDO IV DE CECCANO” IL LICEO AD AVIGNONE
“SUI PASSI D’ANNIBALDO IV DE CECCANO” IL LICEO AD AVIGNONE
Anche quest’anno, come ormai è consuetudine, gli allievi delle classi terze del Liceo, hanno effettuato il viaggio d’istruzione ad Avignone, Nizza, Arles, Pont du Gard,e altri bellissimi luoghi tra la Provenza e la Camargue, per ripercorrere attraverso un lavoro didattico di ricerca, i momenti emblematici della storia del Cardinale Annibaldo IV de Ceccano e della bellezza di alcune città Italiane (Sanremo e Genova) che si trovano lungo il percorso.
Gli alunni sono stati accompagnati dalle Docenti Lucie Zorzi e Stefania Alessandrini.
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Qui il racconto degli alunni .
Racconto viaggio Avignone
Il viaggio d’istruzione rappresenta, nella formazione di uno studente, un momento privilegiato di incontro diretto con la storia e con il patrimonio culturale europeo. L’itinerario che abbiamo avuto l’opportunità di intraprendere tra la Liguria e la Provenza francese si è configurato come un autentico percorso di scoperta attraverso città, monumenti e paesaggi che nel corso dei secoli hanno custodito testimonianze di straordinario valore storico, artistico e spirituale. Attraversando territori profondamente segnati dalle vicende della civiltà europea, abbiamo potuto cogliere concretamente come la memoria dei luoghi continui ancora oggi a dialogare con il presente.
La prima tappa del nostro itinerario è stata la città di Sanremo, elegante centro della Riviera ligure che tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento si affermò come una delle mete predilette dell’aristocrazia europea. Il clima mite e l’atmosfera cosmopolita attrassero infatti numerosi esponenti delle élite internazionali, tra cui membri dell’aristocrazia russa e della corte imperiale degli zar.
Testimonianza tangibile di questa presenza è la Chiesa ortodossa del Cristo Salvatore, edificata nei primi anni del XX secolo per consentire ai numerosi visitatori provenienti dall’Impero russo di professare il proprio culto durante i soggiorni sulla Riviera. L’edificio, con le sue caratteristiche cupole a bulbo e con l’apparato decorativo di chiara matrice bizantina, introduce nel paesaggio ligure un suggestivo richiamo all’architettura sacra orientale.
All’interno della chiesa si trova inoltre il cenotafio dedicato ai genitori della regina Elena del Montenegro, consorte di Vittorio Emanuele III, memoria dei complessi rapporti dinastici che univano le principali case regnanti europee tra Ottocento e Novecento.
La visita è poi proseguita con l’osservazione di due luoghi emblematici della vita culturale sanremese: il Casinò municipale, raffinato edificio liberty inaugurato nel 1905, e il celebre Teatro Ariston, sede del Festival della Canzone Italiana da oltre settant’anni. Trovarci dinanzi a questo teatro pochi giorni dopo la conclusione dell’ultima edizione del festival ha suscitato in noi un sentimento di particolare suggestione, consapevoli di trovarci davanti a uno dei simboli più riconoscibili della cultura musicale italiana contemporanea
Attraversato il confine francese, il nostro itinerario ci ha condotti a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, località profondamente segnata dalla tradizione religiosa della Provenza. Qui sorge la monumentale Basilique Sainte-Marie-Madeleine, uno dei più imponenti esempi di architettura gotica della Francia meridionale.
La basilica fu edificata nel XIII secolo per custodire le reliquie attribuite a Maria Maddalena, figura centrale della tradizione cristiana. Secondo un’antica tradizione provenzale sviluppatasi nel Medioevo, la santa sarebbe giunta dalla Palestina sulle coste della Provenza dopo la morte di Cristo, rifugiandosi poi nelle montagne della Sainte-Baume, dove avrebbe condotto una vita eremitica di preghiera e contemplazione.
Nella cripta della basilica è conservato uno dei reliquiari più celebri della cristianità: il busto dorato che custodisce il presunto cranio della santa, rinvenuto secondo la tradizione nel 1279. Particolarmente suggestiva è la presenza di un frammento di pelle sulla fronte, che la devozione medievale collega all’episodio evangelico del Noli me tangere, secondo cui Cristo risorto sarebbe apparso alla Maddalena dopo la resurrezione.
Il nostro viaggio è poi proseguito verso Avignone, città che nel XIV secolo assunse un ruolo centrale nella storia della cristianità occidentale durante il periodo della cosiddetta cattività avignonese, quando la sede del papato fu trasferita da Roma alla Provenza.
Per noi studenti provenienti da Ceccano, questa visita ha assunto un significato particolarmente intenso. La città di Avignone è infatti legata alla figura del cardinale Annibaldo IV de Ceccano, membro della potente famiglia dei conti di Ceccano e protagonista della vita ecclesiastica del XIV secolo.
Annibaldo svolse un ruolo significativo nella curia pontificia, mantenendo al contempo un forte legame con la propria terra d’origine. A lui si attribuisce il sostegno all’istruzione dei giovani ceccanesi attraverso l’istituzione di borse di studio destinate a coloro che desideravano intraprendere studi nei principali centri culturali dell’epoca, tra cui Roma e la stessa Avignone.
In questa prospettiva abbiamo visitato la Médiathèque Ceccano, luogo che ancora oggi testimonia il legame storico e culturale tra le due città.
Accanto al Palazzo dei Papi sorge la Cattedrale di Notre-Dame-des-Doms, edificio di origine romanica risalente al XII secolo, la cui architettura austera è dominata dalla celebre statua dorata della Vergine che sovrasta il campanile.
All’interno della cattedrale ci siamo soffermati a lungo sull’opera attribuita allo scultore rinascimentale Francesco Laurana, il Retable du Portement de Croix (Pala della Salita al Calvario).
L’opera raffigura il momento drammatico in cui Cristo, gravato dal peso della croce, procede verso il Golgota. La composizione è costruita secondo un rigoroso equilibrio formale: le figure sono disposte con grande attenzione alla struttura dello spazio e alla gerarchia narrativa della scena.
Il linguaggio artistico di Laurana si distingue per la ricerca di una straordinaria purezza formale. I volti sono caratterizzati da lineamenti essenziali e levigati, le superfici appaiono trattate con estrema delicatezza e l’intera composizione è dominata da una profonda armonia delle proporzioni.
Anche nella rappresentazione di un episodio intrinsecamente drammatico come la salita al Calvario, l’artista evita ogni eccesso di pathos e preferisce una dimensione di composta solennità. Le figure sembrano quasi sospese in una dimensione meditativa, nella quale il dolore umano si trasfigura in contemplazione spirituale.
Guidati dal professor Corrado Belluomo, abbiamo potuto analizzare l’opera con grande attenzione, soffermandoci sulle sue caratteristiche stilistiche, sulla costruzione compositiva e sul significato simbolico dell’episodio evangelico rappresentato.
A pochi passi dalla cattedrale si erge il monumentale Palais des Papes, uno dei più vasti complessi architettonici gotici d’Europa.
Costruito nel XIV secolo, il palazzo si articola in due grandi nuclei: il Palais Vieux, fatto edificare da Benedetto XII, e il Palais Neuf, ampliato da Clemente VI. L’architettura combina elementi tipici della residenza principesca con caratteristiche proprie di una fortezza: torri imponenti, mura massicce e vasti ambienti cerimoniali riflettono la straordinaria concentrazione di potere politico e spirituale che caratterizzò il papato durante la permanenza avignonese.
La visita si è svolta attraverso una coinvolgente caccia al tesoro didattica, che ci ha guidati alla scoperta delle principali sale del complesso, permettendoci di comprendere più concretamente il funzionamento della corte pontificia medievale.
Il giorno seguente abbiamo raggiunto Fontaine-de-Vaucluse, luogo profondamente legato alla figura di Francesco Petrarca. Qui, nei pressi della suggestiva sorgente del fiume Sorga, il poeta trascorse lunghi periodi della propria vita dedicandosi allo studio e alla meditazione.
Fu proprio in questo scenario naturale che nacquero alcuni dei componimenti più celebri del Canzoniere, tra cui i celebri versi:
“Chiare, fresche e dolci acque,
ove le belle membra pose colei che sola a me par donna.”
Durante la visita siamo stati accolti ufficialmente dal Comune, dove il sindaco ha fatto issare la bandiera italiana in segno di amicizia tra le due comunità.
Nel pomeriggio abbiamo visitato Arles, città ricca di testimonianze romane e medievali. Il nostro percorso è iniziato dall’imponente anfiteatro romano, per poi proseguire verso Place de la République, dove si trovano la chiesa romanica di Saint-Trophime e l’Hôtel de Ville, all’interno del quale è collocato il busto della Marianne, personificazione allegorica della Repubblica francese e simbolo dei valori di libertà, uguaglianza e fraternità, la cui presenza nei municipi francesi si diffuse soprattutto a partire dalla Terza Repubblica.
Successivamente abbiamo raggiunto il celebre Café Van Gogh, reso immortale dal dipinto Café Terrace at Night. Nel quadro il pittore costruisce un suggestivo contrasto cromatico tra il blu intenso della notte e il giallo luminoso delle lampade che illuminano la terrazza del locale. Oggi la facciata del caffè è stata dipinta dello stesso colore per evocare l’atmosfera del dipinto.
La visita si è infine conclusa presso l’Hôtel-Dieu, l’ospedale dove Van Gogh fu ricoverato e il cui cortile interno fu rappresentato nel celebre dipinto dedicato al giardino dell’ospedale.
Il giorno seguente abbiamo visitato il Pont du Gard, straordinario acquedotto romano del I secolo d.C., costruito per rifornire d’acqua la città di Nîmes. Con i suoi tre livelli di arcate e un’altezza imponente, esso rappresenta uno degli esempi più spettacolari dell’ingegneria idraulica romana.
Il sistema sfruttava una pendenza minima ma costante e si basava sul principio fisico dei vasi comunicanti, permettendo all’acqua di percorrere oltre cinquanta chilometri fino alla città.
L’ultima tappa del viaggio è stata la città di Genova, antica repubblica marinara e importante centro culturale del Mediterraneo.
Qui, noi studenti, abbiamo visitato la Cattedrale di San Lorenzo, uno dei più importanti edifici religiosi della città. All’interno della chiesa si trova la Cappella di San Giovanni Battista, luogo destinato a custodire l’urna contenente le reliquie del santo, patrono di Genova.
Una curiosità legata alla costruzione della cattedrale riguarda la presenza di una piccola scultura raffigurante un cane sulla facciata dell’edificio: secondo la tradizione il cane fu scolpito in ricordo dell'animale di un amico degli scultori, o ancora del cagnolino di uno degli scultori stessi smarrito durante la fase finale della costruzione della cattedrale. Oppure ancora un cane randagio che fece amicizia con gli artisti (per le decorazioni marmoree vennero impiegate maestranze francesi) durante la costruzione della chiesa.
La visita alla città si è infine conclusa con un percorso tra le principali piazze del centro storico, tra cui Piazza Matteotti e Palazzo Ducale, e con l’esplorazione del celebre Acquario di Genova, uno dei più grandi e variegati d’Europa.
Attraverso questo itinerario, ciò che più ci ha colpito non è stata soltanto la magnificenza dei luoghi visitati o l’eleganza dei monumenti, ma la straordinaria capacità della storia e dell’arte di parlare ancora al presente. Camminare tra le sale dei palazzi pontifici di Avignone, sostare davanti alla cattedrale di Notre-Dame-des-Doms o percorrere i vicoli di Arles significava percepire l’eco di vite vissute, di aspirazioni, di devozioni e di passioni che, pur appartenendo a secoli lontani, sembrano ancora pulsare nel presente.
Ciò che emerge con chiarezza è il valore della memoria culturale: ogni opera, ogni reliquia, ogni piazza ci ricorda che l’umanità ha sempre cercato di dare forma alla propria spiritualità, al proprio ingegno e alla propria bellezza. In questo senso, il viaggio non è stato solo un’esperienza di conoscenza, ma un incontro intimo con l’eredità del passato, capace di stimolare la riflessione sul nostro ruolo nel custodire e trasmettere questi tesori alle generazioni future.
Alla fine, ciò che resta non sono solo fotografie o appunti, ma la consapevolezza che la cultura e la storia sono tessere di un mosaico in continua costruzione, e che partecipare a questo dialogo tra passato e presente è un privilegio che arricchisce profondamente lo spirito.
di Michelangelo Bucciarelli 3C
Durante la nostra gita scolastica abbiamo visitato molte città in Italia e Francia, e abbiamo visto davvero dei posti incredibili, sia dal punto di vista storico che architettonico. La prima città che abbiamo visitato è stata Sanremo. Lì abbiamo visto alcuni dei posti più famosi della città, come il Teatro Ariston, dove si tiene ogni anno il Festival della Canzone Italiana. Abbiamo anche visitato il Casinò municipale, un bell'edificio in stile liberty costruito all'inizio del Novecento. E poi c'è la Chiesa Ortodossa Russa, con le sue cupole colorate e lo stile architettonico tipico delle chiese russe. Questa chiesa si trova sulla Riviera ligure perché molti nobili russi venivano a Sanremo tra l'Ottocento e l'inizio del Novecento. Il viaggio è poi proseguito verso la Francia. Una delle tappe più belle è stata Fontaine-de-Vaucluse, dove nasce il fiume Sorgue. Il posto è davvero speciale, con acqua cristallina e un paesaggio naturale circondato da rocce e vegetazione. Dopo Fontaine-de-Vaucluse abbiamo visitato il Pont du Gard, uno degli acquedotti romani più importanti che sono ancora conservati. La struttura, con tre livelli di arcate sovrapposte, mostra quanto fossero bravi gli ingegneri romani a costruire opere idrauliche. La città principale del nostro viaggio è stata Avignone. Questa città era molto importante nel Medioevo, perché nel XIV secolo era la sede del papato. Abbiamo visitato il Palazzo dei Papi, una grande costruzione gotica che è uno dei palazzi medievali più grandi e importanti d'Europa. L'edificio è stato costruito quando i papi si sono trasferiti da Roma ad Avignone e oggi è uno dei simboli della città. Durante il viaggio di ritorno abbiamo fatto tappa anche a Genova, dove abbiamo visitato la Cattedrale di San Lorenzo, con la sua facciata a fasce bianche e nere e lo stile romanico-gotico. In generale, la gita è stata un'esperienza davvero interessante, perché abbiamo potuto vedere dal vivo posti storici e monumenti importanti che spesso studiamo solo sui libri. E poi abbiamo potuto passare alcuni giorni insieme alla classe fuori dalla scuola.
di Giada Rossi 3A






