RAPPORTO MEDICO PAZIENTE NEL CAMPO DELL’IA
RAPPORTO MEDICO PAZIENTE NEL CAMPO DELL’IA
Un 25 marzo davvero insolito per un gruppo di alunni della classe IV C del Liceo Scientifico, che ha partecipato alla Conferenza Nazionale di Bioetica per le scuole 2026, svoltasi presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme ad altri studenti e studentesse, provenienti da varie parti d’Italia, accompagnati dai loro docenti. Benedetta, Chiara, Giammarco, Cristian, Laura, Anna, Alessandro, Emanuele e Mattia hanno presentato una riflessione di natura principalmente antropologica su uno dei mutamenti più profondi della nostra epoca: l’evoluzione del rapporto medico-paziente nell’era dell’Intelligenza Artificiale.
Al fine di privilegiare un approccio di natura dialogica e dialettica, il gruppo, nei mesi precedenti, ha scelto di coinvolgere coetanei e personale docente attraverso quesiti semplici e di immediata pertinenza quotidiana, formulando un sondaggio per capire i modelli di comportamento sia di alunni che di professori riguardo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) per l’autodiagnosi. Il sondaggio ha dimostrato che si usa internet e l'intelligenza artificiale inizialmente per curiosità o per cercare una prima rassicurazione sui sintomi. Nessuno tuttavia pensa che queste tecnologie possano sostituire un dottore, tanto che la maggior parte continua a fidarsi molto più del parere medico che di una risposta generata da un computer. A chi durante la Conferenza chiede il motivo che li abbia spinti ad avviare un sondaggio, i relatori rispondono che li ha mossi l’obiettivo di mappare le abitudini di utilizzo, le percezioni e le sfide etiche emerse in ambiente scolastico, nell’intento successivo di fornire spunti preziosi per un’educazione digitale più consapevole.
A partire dai risultati emersi, è stato poi realizzato un dialogo tra medico e paziente, accompagnato da un sottofondo musicale, con cui si è cercato di evidenziare il valore etico e professionale della medicina nell’era dell’AI, che impone nuove sfide e interrogativi importanti sul ruolo del medico, che è sollecitato dalle spinte tecnologiche da un lato e dalla salvaguardia della sfera umana nel rapporto medico-paziente dall’altro.
I ragazzi hanno ascoltato gli altri interventi e si sono confrontati con i loro coetanei.
La Vicepresidente del Comitato di Bioetica, Claudia Navarini, ha sottolineato la straordinaria capacità di analisi multiprospettica da parte delle nuove generazioni, complimentandosi con gli insegnanti presenti per l’attenzione, la dedizione e la professionalità evidenziate attraverso i contributi presentati dagli studenti.
“È stata un'esperienza formativa che ci ha aiutato non solo ad approfondire questa delicata tematica sull'ambiente della bioetica, ma anche ad entrare in contatto con una realtà nuova, insolita e diversa da quella scolastica a cui siamo abituati”, ha dichiarato Emanuele.
Gli studenti hanno sollecitato tutti a porsi un interrogativo fondamentale per l’immediato presente: “Fino a che punto l’AI rappresenta una rivoluzione e una conquista, seppure importante per le scoperte e i traguardi tecnologici? “
L'obiettivo per il futuro è, quindi, quello di imparare a navigare sul web e di utilizzare l’AI in modo più consapevole e intelligente, ribadendo la centralità del professionista sanitario quale garante del benessere e custode dell'insostituibile relazione umana tra medico e paziente.
La referente per il progetto, prof.ssa Maria Rosaria Mirra
AI RAPPORTO MEDICO





